Se non ci fosse un futuro, non ci sarebbe bisogno di tener conto delle diversità. Infatti, l’universo, come lo conosciamo, si riproduce e si evolve proprio in base alle diversità, che creano una fantastica orchestrazione di variazioni sul tema di un ecodanza in continuo sviluppo.
Se vogliamo quindi contribuire a mantenere questa danza, cioè sentirci parte significativa dell’intero complesso, e’ importante connetterci, estenderci ed allinearci con le diverse forme di energia, sia quelle che possiamo percepire, che quelle che non riusciamo a cogliere e di cui non abbiamo la piena certezza.
Un risvolto importante di questo approccio è poter entrare in un contatto più utile, più generativo con le persone intorno a noi, sia nella vita personale che in quella professionale. Questa è un’esigenza che sta diventando sempre più sentita oggi nelle nazioni e nelle organizzazioni che si stanno globalizzando, nelle quali oc-corre imparare come meglio orchestrare i modi diversi con cui le persone agiscono e pensano.
Con una tale orchestrazione possiamo essere più in contatto con le nostre diversità, ossia quelle parti di noi che non conosciamo ancora. Sono gli aspetti che spesso si presentano come reazioni di fastidio o disagio che proviamo in presenza di determinate situazioni di vita. Quando ben comprese, ci permettono di sviluppare in modo più completo, il senso del nostro posto speciale nell’universo.
Judith DeLozier ed Arthur A. Sackrule, saranno di guida in un workshop*, in cui esplorare ed imparare come facilitare l’orchestrazione delle diversità, e generare proposte per vivere meglio le complessità quotidiane.
Il workshop sarà in lingua inglese con la traduzione simultanea in
italiano.
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